Compensi posturali

Compensi posturali

Durante la vita quotidiana compiamo gesti e movimenti ripetitivi che stressano il nostro corpo: muscoli, tendini, legamenti, e la fascia ad essi sottesa, onnipresente nella struttura, si struttureranno per proteggere, sostenere, immobilizzare in funzione di tali movimenti. Ad esempio, se si retraggono i muscoli cosiddetti agonisti, di conseguenza si muoveranno gli antagonisti, variando le relazioni tra forma e funzione, tra contenitore e contenuto; quante più volte viene compiuto il movimento ripetitivo, tanto più questo schema di movimento alterato si installa a livello neurologico. Il corpo ragiona attraverso tre leggi: l'economia, il comfort e l'equilibrio, e per non far sentire il dolore causato dai segnali alterati, che definiamo spine irritative, andrà a modificare la fascia, ad esempio retraendo dei muscoli. Questi tentativi di preservarsi del nostro corpo sono definiti compensi posturali. Spesso la persona non è cosciente di questa dis-organizzazione dovuta al compenso, che può dare origine a diminuzioni del range di movimento (rom) dell'articolazione, o a contrazioni eccessive in alcuni muscoli, restrizioni e compressioni a carico di nervi e vasi sanguigni.

Le sfide

Come si può intervenire per ripristinare l'equilibro dopo che si è installato uno schema di movimento alterato? In che modo si possono ridurre i danni causati dai compensi posturali, ripristinando la funzionalità articolare e muscolare?